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"Bisogna avere ancora un caos dentro di sè per partorire una stella danzante." Così parlò Zarathustra, Prologo 5

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lunedì, 26 maggio 2008

non vedo l'ora!

Finalmente abbiamo prenotato!

Quest'estate si andrà qui:

Più precisamente a Santo Tomas, nella zona a Sud-ovest dell'isola.

 

Playa de Santo Tomas

Dicono che Minorca sia l'isola delle Baleari più adatta ai bambini, il mare è calmo e dirada dolcemente, la spiaggia è bianca e fine. Abbiamo prenotato in un albergo (Lord Nelson) a misura di bambino, speriamo bene! ora devo far fare le foto a Sofia per inserirla nel mio passaporto!

 


postato da: smile1510 alle ore 13:42 | link | commenti (3)
categorie: viaggi, vacanze, progetti, spagna, sofia
venerdì, 23 maggio 2008

MAMMA!

Sofia ha detto mamma per la prima volta il 31 Dicembre. pensavo d'avere capito male e invece no. non aveva neppure 9 mesi. Me lo ricorderò sempre.

Dopo un po' il suo vocabolario si è arricchito e ha cominciato a dire papà  (pappa).

Dopo qualche settimana ripeteva ta-ta-ta-ta-ta. tata.

Quando ha cominciato a camminare si è presa una pausa di riflessione e ha deciso che parlare e camminare insieme era decisamente troppo, meglio concentrarsi su una cosa sola.

Poi è stata la volta del de-de-de-de.

Ora papà lo dice raramente, ha cominciato a dire na-na-na-na (un misto fra nonna e mamma) e soprattutto TUTTO è diventato mamma: vuole l'acqua? indica il bibe o il bicchiere e chiama mamma, il cane? è mamma; le scarpe? mamma; il biscotto? mamma; lo stereo? mamma

spesso e volentieri inoltre si fa le sue chiacchierate ripetendo mamma anche per 5 minuti di seguito (e vi assicuro che 5 min. sono tanti) con varie modulazioni e toni, dal sussurrato e dolce all'urlato e imperativo.

A volte le nostre conversazioni sono:

mamma!

Dimmi amore.

mamma!

Sono qui.

mamma!

Sofia...

e così via.

Mai come in questo periodo mi sono sentita così tanto chiamata in causa.


postato da: smile1510 alle ore 11:54 | link | commenti
categorie: vita, emozioni, quotidianamente, progressi, sofia
lunedì, 12 maggio 2008

progressi

In 3 giorni Sofia ha imparato ad arrampicarsi sul divano, a fare il gradino della porta finestra che dà sulla terrazza, a salire sul cavallo a dondolo (Furia) e a dondolare velocemente.

Sembrano cose banali, ovvie, scontate, ma non lo sono per un bambino.

Io sono rimasta esterrefatta, incredula davanti alla sua costanza e caparbietà nel voler riuscire a fare bene quello che stava facendo.

Sabato ha passato 1 ora ad andare su e giù per il gradino, affinando la tecnica dello scendere (prima si appoggia al muro con le mani poi si gira e sposta il piedino indietro, quando non sente più l'appoggio lo cerca pian piano e infine tocca terra con il piede e fa il gradino anche con l'altro. io ho provato a spiegarle che se va dritta è più facile, almeno vede dove mette i piedi, ma lei niente, preferisce fare così).

quando poi riesce nell'impresa guarda me o il papi per cercare l'approvazione con un sorriso a 11 denti.

ieri ha toccato l'apice. continuava a salire e scendere dal cavallino, ad uscire in terrazza e rientrare, ad arrampicarsi e a scendere dal divano, un continuo.

il tutto ridendo e sorridendo. non l'avevo ancora vista così gioiosa e contenta per una giornata intera. è stato meraviglioso. questi sono i momenti per i quali varrebbe la pena fermare il tempo.


postato da: smile1510 alle ore 15:14 | link | commenti (2)
categorie: vita, considerazioni, emozioni, quotidianamente, sofia, trottolina
venerdì, 09 maggio 2008

Giornata della memoria

Mario Calabresi aveva 2 anni quando suo padre, Luigi Calabresi, venne ucciso, Benedetta Tobagi, figlia di Walter Tobagi, ne aveva tre e mezzo.

 

Questi sono solo due dei tantissimi orfani del terrorismo di sinistra.

 

I fino a qualche mese non ero neppure a conoscenza della loro esistenza, chi fossero, da dove venissero, e tutto il bagaglio che si portano dietro, la loro lacerante infanzia, segnata per sempre dal piombo.

 

È stato grazie ad una puntata di Ballarò, dedicata al libro Spingendo la notte più in là a Mario Calabresi, che mi si è aperto un mondo a me fino ad allora sconosciuto.

 

Certo, avevo sentito parlare delle stragi di Piazza Fontana, della strage della stazione di Bologna, dei brigatisti rossi, dell’omicidio Moro (all’epoca avevo 4 anni e qualche ricordo fumoso è ancora presente nella mia memoria), ma non mi ero mai spinta più in là, non ho mai approfondito l’argomento e non mi era ancora capitata nessuna occasione televisiva, radiofonica o cartacea che mi facesse accendere la lampadina della curiosità per un passato mai così vicino. Mi rendo conto della mia abissale ignoranza, e chissà di quante altre cose sono all’oscuro che magari “incontrerò” nel cammino della mia vita.

 

Quella sera, un mercoledì mi pare, non capivo perché ci fosse Ballarò, visto che non era la solita programmazione. Chi era Mario Calabresi? Sofia era a letto da poco, quindi avevo la tranquillità di sedermi sul tappeto ad ascoltare la sua storia.

 

Aveva 2 anni quando il padre fu ucciso, e la mamma era incinta di pochi mesi del terzo figlio. Ciò mi colpì, mi commosse, mi attanagliò lo stomaco (da quando sono mamma sono molto più sensibile a certi argomenti). Rimasi incollata davanti allo schermo a guardare questa persona pacata e tranquilla raccontare come avvenne l’omicidio di suo padre, che neppure era presente quando Pinelli volò  dalla finestra, come fu la loro vita dopo, la sua scelta di diventare giornalista e lavorare per un giornale che ha come editorialista il mandante dell’omicidio di suo padre. Nelle sue parole si percepiva ancora il dolore di un bimbo privato del padre, ma il dolore e la rabbia non hanno mai prevalso sulla razionalità e la pacatezza.

 

Lo stesso per Benedetta Tobagi. Una ragazza di 31 anni che ha dedicato la sua vita alle vittime del terrorismo e a mantenere viva una memoria che altrimenti si offusca, i nomi si confondono e alla fine sono solo i terroristi che vengono ricordati.

 

Mi ha fatto riflettere: i terroristi, la maggior parte, pentiti, sono liberi, hanno un lavoro, scrivono libri, fanno conferenze, insomma si sono riappropriati della loro vita.

Le vittime dei terroristi, è già tanto se ce se ne ricorda il nome. Eppure erano persone con un lavoro di rilievo per la società, con una famiglia, una storia. Oggi la maggior parte delle persone non sa chi fosse Luigi Calabresi, e neppure io fino a qualche mese fa.

 

Oggi 9 Maggio  è la prima giornata della memoria delle vittime del terrorismo.  


postato da: smile1510 alle ore 12:22 | link | commenti (1)
categorie: politica, vita, eventi, dal mondo, emozioni