In preda al delirio dei preparativi mi fermo un attimo per auguravi...
BUON NATALE A TUTTI
CHE SIA SERENO E GIOIOSO
CHE SIA RICCO D'AMORE, DI CAREZZE E BACI, DI SGUARDI D'AFFETTO E DI SORRISI
DI STRETTE DI MANO E DI ABBRACCI
CON AFFETTO
SMILE

Mi sta venendo un po’ d’ansia.
Perché le cose da fare sono tante in questi giorni e gli imprevisti di più – tipo che ieri volevo uscire puntuale alle 15 dal lavoro per andare a comprare dei regali e invece un cliente austriaco mi chiama alle 13.30 dicendomi che sarebbe arrivato dopo un’ora. What a surprise!! Bene, è arrivato alle 15.40 e io sono riuscita ad entrare in macchina alle 17 in punto. Ottimo direi.
Ora, da oggi a mercoledì 24 dovrei (qui il condizionale è d’obbligo):
- fare i biscotti di Natale (le ricette le ho già trovate, devo comprare i pacchettini, le stelline, e i nastri)
- finire di comprare i 2/3 regali che mi mancano
- incartare i regali già comprati
- preparare l'albero di Natale (poichè viene posiszionato in un punto "infelice" della casa ho ritardato a farlo per evitare danni e rompimento di palle)
- ricamare a punto croce il bavaglino per la pupattola di 2 mesi
- andare dalla parrucchiera (devo ancora prenotare). Preciso che sono andata a luglio l’ultima volta e i miei poveri capelli ne hanno davvero bisogno
- trovare le ricette per gli antipasti per il pranzo di Natale (che anche quest'anno si fa da me, totale presenti a tavola: 13 con Sofia)
Considerando che lavoro fino a martedì e che domani sera si esce per cena WOMEN ONLY, che sabato pomeriggio l'ho già impegnato, sabato, domenica sera idem per altre cene pre-natalizie... dite che ce la farò a fare tutto?
Sicuramente l’avete già sentita, ormai è da mesi che Feeling better e Sospesa fanno parte della programmazione delle radio.
Per me è stata una scoperta, inaspettata, inattesa e per questo ancora più gradita.
Malika Ayane ha una voce calda e sensuale, morbida e rotonda, avvolgente come una coperta calda in una sera d’inverno. Era da tanto ma da tanto che non venivo rapita da una voce così bella. Ma dire semplicemente bella è restrittivo e semplicistico.
Ho avuto modo d’ascoltare l’intero cd. A parte il fatto che preferisco Soul waver alla versione italiana Sospesa, tutte le canzoni meritano d’essere assaporate e gustate con calma e relax.
Altamente consigliato!
Ho prenotato un weekend lungo in montagna per Gennaio presso lo Sport Hotel Panorama.
L’ho scelto non solo perché c’è andata una mia amica e si è trovata benissimo, non solo perché ha un centro wellness stupendo e molto grande ma anche e soprattutto perché c’è a disposizione un nido per i bambini da 0 a 4 anni. E, diciamolo, non tutte le strutture offrono un servizio del genere.
Andare in vacanza con i bambini di 1 o 2 anni, se si hanno determinate esigenze, a volte non è facile. Molti Hotel offrono il baby club a partire dai 3 / 4 anni lasciando i genitori di figli più piccoli a bocca asciutta, dovendo quindi fare i turni per tutto, dall’andare a sciare (che non è il mio caso) all’immergersi in una vasca idromassaggio al farsi fare un massaggio rigenerante (questi ultimi due saranno il MIO caso!!).
Ora, l’unica cosa che manca è che Dio ce la mandi buona (=che nessun imprevisto – vedi influenza – arrivi a rovinarci il weekend e a farci perdere la caparra!).
Ma tu, Smile, parli in inglese a tua figlia?
NO, perché?
E in tedesco?
No, neppure in tedesco. Perché?
Visto che sei laureata in lingue pensavo parlassi in lingua a tua figlia così da crescerla bi- o trilingue.
Si, ma io sono di madrelingua italiana e la mamma di solito parla al figlio nella propria lingua. e poi, a dirla tutta, mi suonerebbe strano parlare in tedesco a Sofia – Hallo Sofia, wie geht es Dir, mein kleines Maeuschen?
Questa conversazione si è svolta circa un mese fa.
Dopo due giorni un’altra persona mi fa le stesse domande a cui io rispondo nel medesimo modo. Ma questa persona mi risponde alla fine:
Io si parlo in inglese a mia figlia (5 mesi) perché l’inglese è importantissimo al giorno d’oggi e non voglio che mia figlia cresca ignorante (perché IO SI?!?) e la manderò alla scuola inglese alle elementari (scuola che si trova a 25 km da casa sua!!)
Mi veniva da chiedere se per caso l’aveva già iscritta all’Università e se aveva già trovato il partito giusto a cui darla in sposa.
Qualche giorno dopo vengo a sapere per caso che una mia amica applica il metodo Happy Child (?!?!) con la figlia (18 mesi) e le parla in inglese, ripetendo latte / milk, scarpe / shoes, mamma / mom, tavolo / table ecc. e la figlia capisce.
Ora, da un lato lo so benissimo anch’io (l’ho studiato per l’esame di GLOTTOLOGIA con
Capisco situazioni in cui il bambino si trova all’estero ed è circondato da persone che parlano in un’altra lingua, in cui è costantemente stimolato da più fonti a capire e parlare una lingua straniera.
Ma se siamo in Italia e io sono Italiana?
E poi Sofia ha detto ieri ATTE (latte) per la prima volta. Devo romperle le palle perché mi dica MILK?
Mi sembra che ci sia un’ansia di prestazione da parte dei genitori che non tiene presente il bene e il benessere psicologico dei figli.
Certo si può fare tutto come un gioco, tutto da piccoli si fa come un gioco ma poi crescono e si pretende da loro allora non deve stupire se a 12/13 anni si ribellano a tutto quello che è loro imposto dai genitori.
Forse sbaglio. Non so, sono molto perplessa.
Da un lato mi sento una madre snaturata perché non parlo in inglese o tedesco a mia figlia, dall’altro voglio che mia figlia cresca seguendo le sue inclinazioni.
Voi che dite?
Sono molto curiosa di sapere come la pensate!
mi è già capitato 2 volte in 2 occasioni nelle ultime 2 settimane.
ad un certo punto non riuscivo più a seguire la conversazione.
E non si stava parlando dell'imperativo categorico kantiano o del mondo delle Idee di Platone. No, era più che altro un "si, perchè Rossano..." "eh, no, ma hai visto Belen?".
ok, Belen so che esiste perchè era ospite la settimana scorsa da Santoro (!!!!), ma... chi è ROSSANO???
è strano come non seguire i Reality tagli fuori dalle conversazioni.
io i reality li guardavo, quando era una novità, lo ammetto. ma quest'anno mi sono imposta di non guardarli, per niente, mi sono stancata, sono roba trita e ritrita.
quindi il fatto di dovere ammettere davanti ad un bel gruppo di persone "scusate ma non so di cosa state parlando" oppure chiedere sottovoce al mio vicino di tavolo "ma chi è Rossano?" mi fa capire che sto riuscendo nel mio intento.
e sono contenta!
Leggendo in giro fra i vari blog mammeschi mi sono resa conto che la maggior parte sono nati nel 2007. Anno di nascita di Sofia.
Io da quando sono rimasta incinta ho smesso pian piano di aggiornare il blog per poi fermarmi del tutto con la nascita.
Primo a causa una cronica mancanza di tempo ma in secondo luogo mai avrei pensato che potesse esserci una rete di mamme blogger a cui potesse interessare pannolini e pappine.
Ora che sono rientrata nella blogsfera già da qualche mese mi rendo conto di quanto è difficile ritrovare un proprio spazio anche qui come nella realtà di tutti i giorni.
Il mio blog non parla solo dei problemi legati ai figli o alla genitorialità, non parla solo di Sofia. Per un po’ di tempo avevo anche pensato un blog dedicato solo a lei ma poi ho fatto i conti con il tempo che ho a disposizione non mi permette di aggiornare 2 blog, già uno basta e avanza.
Il mio blog parla di me e di tutto quello che mi circonda, di quello che mi passa per la testa e come vedo e reagisco al mondo.
Purtroppo dei miei amici blogger della prima ora non ne sono rimasti, o hanno chiuso i battenti o i loro post hanno come ultima data il lontano 2007 se non 2006. l’evoluzione del blog è anche questa, ci si stanca e si cercano altre strade oppure semplicemente non si ha più tempo o stimoli per aggiornarlo regolarmente.
Lo so, alla fine se a uno va di scrivere dovrebbe o vorrebbe farlo a prescindere dal numero di lettori… ma quanto bello è ricevere i commenti ai propri posts? Quanto bello è vedere che quello che scrivi interessa effettivamente a qualcuno?
Pian piano sto conoscendo nuove persone, tra cui tante mamme meravigliose, qualcuna spero di conoscerla presto dal vivo, ed è allucinante come mi trovo certe volte a pensare alle persone dei blog (che non conosco personalmente), alle loro vicende, problemi, figli ecc. come se non avessi già pensieri per conto mio… è inutile, per quanto sembri strano i blog che noi leggiamo ci lasciano un segno, entrano a fare parte di noi e della nostra vita, vengono citati e presi come riferimento o esempio, almeno così succede a me.
Poi, devo ammetterlo, mi sento molto più ricca dentro., più ricca di emozioni, riflessioni, esperienze e punti di vista.
E con questo ringrazio tutti, chi passa per di qua e commenta, chi passa e legge soltanto, chi leggo io ecc. ecc. e auguro a tutti buon weekend lungo!!
Ho finito d’acquistare i regali per i bimbi.
Praticamente li posso raggruppare in 3 categorie: cd di musiche di per bimbi, DVD (Little Einstein, Barbapapà e Barbie), set matite e pennarelli per colorare.
Non ho voluto comprare macchine e bamboline perché penso ormai tutti ne abbiano a iosa e una in più verrebbe messa subito nel cestone del dimenticatoio. I colori si consumano quindi possono sempre servire, i cd e dvd alla fine non sono “giochi”.
A dire la verità avrei voluto fare qualcosa a mano ma la mancanza di tempo mi farebbe arrivare trafelata al 24 dicembre e questo non lo voglio assolutamente. Il 24 Dicembre sarò a casa dal lavoro e lo voglio passare con calma e tranquillità a preparare il pranzo di Natale o a giocare con Sofia, sicuramente non in giro per negozi.
Sarà l’età, sarà che negli ultimi tempi sto osservando questa società in modo più critico e pian piano sto modificando il mio stile di vita e sto rivedendo il come voglio passare il mio tempo libero, sarà che io "pranzo" tutti i giorni in un centro commerciale ma, appunto, sto diventando ALLERGICA ai centri commerciali.
Smile ha conosciuto la collega M. quando S. entrò in azienda 7 anni fa.
Smile non potè avere fortuna maggiore a trovare una collega del genere: sempre pronta ad aiutare, a spiegare e a collaborare nonchè simpatica.
La collega M. divenne pian piano un'amica, compagna di notti brave in discoteca, compagna di viaggi e weekend, di confidenze e spritz.
La collega M. è over 35 but under 40 e quando la conobbe l'intenzione di metter su famiglia era lontana da lei quanto l'Australia dall'Italia. Aveva una vita molto movimentata e ricca d'impegni mondani ai quali mai e poi mai avrebbe rinunciato.
Poi conobbe A., la passione scoppiò, e non appena balenò in lei il lumicino di magari, si, un bimbo di potrebbe fare, in futuro però... non fece in tempo a fare sua questa nuova idea che era già in dolce attesa.
Ovviamente questo la sconvolse all'inizio, ma non cambiò la sua vita di una virgola. Continuò a bere vino e birra (e fin qui niente di male), a fumare (ha ridotto di un po' la quantità di nicotina giornaliera), a fare sport, ad uscire con amici e ad avere i mille impegni di sempre, sempre di corsa, sempre di fretta.
le innumerevoli visite e i numerosissimi esami per lei erano una perdita di tempo, due palle grandi come una casa.
Quello che a una futura mamma suscita normalmente occhioni gonfi dall’emozione (vedi calcetti), trepidazione, ansia (starà bene?!) lei lo affrontava con piglio energico e distaccato, bizzarro e inusuale.
Nell'ambito lavorativo aveva già deciso di lavorare fino all'ottavo mese. e di rimanere a casa per i 5 mesi obbligatori per legge.
Ma tant'è, ognuno fa le cose come vuole e se la sente.
A volte però si fanno i conti senza l'oste. E' il destino a mettere a soqquadro le nostre certezze, i nostri programmi e le nostre convinzioni.
Già dall'ultima visita la ginecologa l'aveva avvertita di diminuire le corse e gli affanni e riposarsi di più. Non avedendola però minacciata di metterla a casa la collega M. ha continuato ad andare ad aquagym, a fare massaggi, a lavorare anche di più, a non riuscire a dire di no a tanti impegni superflui.
le ammonizioni di Smile, della collega T. e N. entravano da un'orecchio ed entravano dall'altro.
Finchè la ginecologa dell'ASL l'altro, interpellata per dare il suo consenso a continuare l'attività lavorativa per tutto l'ottavo mese, non l'ha guardata negli occhi dicendole che lei non solo non avrebbe lavorato l'ottavo mese ma anzi la metteva in maternità anticipata a rischio da subito.
ecco.
una futura mamma normale avrebbe accettato il verdetto senza scomporsi, solamente preoccupata a stare più calma e tranquilla possibile per salvaguardare l'incolumità del bimbo.
la collega M. no. lei ha fatto il tragitto ALS azienda in lacrime. ha versato fiumi di lacrime davanti ai colleghi. perchè lei non voleva stare a casa, cosa ci sta a fare a casa? e poi non poteva lasciare nella merda i colleghi.
nella sua mente, che è tutta da studiare, ha addirittura pensato che, ok, si, sta a casa per queste settimane di malattia, ma poi sarebbe venuta al lavoro magari per 2/3 ore ogni tanto, senza impegno...
Per fortuna qualcuno dall'alto l'ha intimata di non farsi più vedere al lavoro se non con il bimbo in braccio.
buona fortuna cara M., speriamo solo che il tuo bimbo abbia più sale in zucca della mamma!
Un’altra cosa che mi fa girare le scatole è tutta questa polemica su Sky e l’IVA al 10/20%.
Premetto che non ho Sky, e non ho intenzione di abbonarmi. Per quello che vedo io
Sky NON è un bene di prima necessità, non è il pane, la pasta, il riso. Non è la benzina.
Sta godendo di un’IVA agevolata approvata tanti anni fa? Ok, ripristiniamola.
Se il governo decide di riportare l’IVA a livello di tanti altri generi, ok. Non mi importa, in questo caso.
Non ragiono così perché non ce l’ho, no.
Ragiono così e sono inorridita davanti a questa polemica della sinistra perché non stiamo parlando di togliere il pane di bocca ma di alzare di 4,50 EURO un abbonamento che costa dai 40,00 ai 60,00 a seconda del pacchetto che si ha. E se si hanno questi soldi per un qualcosa di notoriamente superfluo come la televisione allora non mancano neppure i 4,50 EURO.
Nessuno ha mai fatto così tante polemiche per gli aumenti degli abbonamenti dei treni. O autobus. O l’aumento di frutta e verdura.
Ma il calcio, eh, no! Quello non si deve toccare – gli abbonati Sky sono tutti tifosi di calcio (dice Veltroni). Ma vai a quel paese.
E poi, siamo sicuri che questa mossa sia solo per affondare Sky a favore dei canali Mediaste? Mah! Alla fine se uno è contento dell’offerta di Sky non penso che siano quei pochi Euro che fanno disdire una abbonamento.
Ecco questa è l’Italia: si leva un coro di no per una stupidaggine del genere e per altre cose, ben più importanti e vitali tutti zitti.
E andiamo avanti così, va, che va bene.