Fino a 2 anni fa sono riuscita a viaggiare decisamente low cost.
Una volta ho volato in Germania spendendo 30 euro andata e ritorno tasse incluse. Un'altra volta a Parigi con 60 EURO tutto incluso.
Al massimo comunque spendevo sui 100 Euro.
Ora me ne chiedono come minimo 200 se non anche 250 / 300 a testa. E bisogna tenere presente che Sofia, avendo compiuto i 2 anni, paga quasi tariffa intera.
mi sa che devo ri-indirizzare le mete dei miei prossimi weekend.
sigh.
E’ proprio vero.
Quando il bambino è piccolo si deve provvedere ai suoi bisogni primari: dargli da mangiare, tenerlo pulito, fargli fare la nanna. (coccolarlo fa bene al bambino ma non è un bisogno primario).
Quando cresce ti senti la responsabilità di dargli un’educazione, che lo faccia crescere oltre che forte e sano, possibilmente felice, sicuro di sé, onesto, educato, curioso, intelligente (l'intelligenza è un dono che però può essere sviluppato) e chi più ne ha più ne metta a seconda dei nostri principi.
Ma a volte la nostra idea di educazione si scontra con quella delle altre persone a cui il bambino viene poi affidato. Perché, se in questo caso sono i nonni, è risaputo universalmente che i nonni lasciano fare ai nipoti tutto quello che i genitori tendenzialmente negano.
E qui cominciano i conflitti.
Già, perché se tutto il giorno il bambino dai nonni è stato un angelo, a casa tira fuori il peggio del peggio di sé. Se poi siamo in fase terrible twos moltiplichiamo tutto al quadrato.
Ne avevo letto e ne avevo sentito parlare, il fatto è idillicamente pensavo che questo non mi sarebbe mai capitato e invece …
Quando sei a casa, di sera, stanche dalla giornata (stanca lei ma anche stanca tu) e per ogni qualsiasi cavolata si genera uno scontro degno di Waterloo… beh parliamone.
E poi, se già il tempo è di quello che staresti sotto le coperte, se il periodo in sé non è dei migliori, se questa piccola duenne tiranneggia spavalda di qua e di là e ad ogni accenno di NO scatena le sue ire con pugni e calci (si vabbè direte voi, che calci e che pugni può tirare una nana?!? si, vabbè, dico io, provate e stenderla sul fasciatoio e provate a beccarvi i calci in pancia e poi ritornate da me) e poi si mette a piangere sconsolata chiamando in suo soccorso il noonnoooooo, beh tutto ciò può essere alquanto destabilizzante per una mamma alle prime armi, la quale se è già predisposta di suo alle seghe mentali mette in discussione tutto il suo essere mamma.
Esiste un manuale di sopravvivenza a questi periodi? THANKS!
Stanley è un "bambino" a cui è successo un incidente, gli è caduto addosso una bacheca e lui si è diventato piatto. Ma non tutto il male vien per nuocere!
Mammagiramondo ha lanciato una bellissima iniziativa che potete leggere in questo post.
L'idea è di fare viaggiare Stanley per il mondo e attraverso i suoi occhi fare scoprire i posti in cui viviamo.
Che ne dite?
Su, correte a partecipare!!!!!!

Cara Terra,
come stai?
ti starai dicendo che noi umani ci ricordiamo di te una volta l'anno e per 364 giorni ti bistrattiamo. Hai ragione, e in quanto essere umano me ne vergogno.
Però devo dire che c'è un numero sempre più alto di persone che sta cominciando a vivere in modo più consapevole e che ci tiene a te trasmettendo ai propri figli l'amore e il rispetto per il nostro pianeta e questo forse dà una speranza che le generazioni future si comportino in modo diverso da come noi abbiamo fatto fin'ora.
Il fatto è che non è facile abbandonare abitudini radicate come possedere auto che consumano un botto, usare detersivi ad alto contenuto chimico ma che più bianco non ce n'è o il bello di buttare tutto assieme allegramente nel stesso bidone della spazzatura. per non parlare di cose più grandi di me come voler far passare il nucleare come l'unica strada percorribile in alternativa al petrolio o i pochi controlli che si fanno alle industrie che versano milioni di sostanze chimiche nei mari e nei fiumi. mi fermo qui.
Cara Terra, l'unica cosa che ti chiedo è di tener duro. spero arrivi presto il momento in cui il tuo benessere diventi l'obiettivo di tutti e non di una minoranza.
Con tanto affetto
Smile
Sto leggendo a fatica L’eleganza del riccio.
Me l’ha prestato un’amica, entusiasta.
Io non sono ancora riuscita a trovare il punto che mi faccia appassionare a questa storia di una portinaia che fa credere d’essere una semplice portinaia e invece legge da Marx a Kant passando per gli autori russi e di una ragazzina intelligentissima (ma che non lo fa vedere agli altri) che sta meditando il suicidio.
Mah.
È che non mi piace abbandonare i libri.
Secondo voi ne vale veramente la pena continuare?
COPIO E INCOLLO DA REPUBBLICA DI OGGI
Secondo il Wall Street Journal hanno superato categorie come pompieri e baristi
Su 2 milioni, 1,7 ne ricavano reddito e per oltre 400.000 è il primo lavoro
Arianna Huffington, tra i più famosi blogger americani
(21 aprile 2009)
VABBE', E IN ITALIA??? A QUANDO?
È stato un altro ennesimo weekend casalingo.
Quando sono tornata a casa dal lavoro giovedì ho trovato Sofia con la febbre a 39,5 ° quindi venerdì sono stata a casa dal lavoro. Per fortuna quando la tachipirina fa effetto lei torna la bimba tranquilla e vivace di quasi sempre quindi venerdì invece di riposarmi mi sono dedicata a cambio armadio, stiratura e tante altre cose lasciate in sospeso in casa.
Ieri però ci siamo concessi un pranzo dai nonni, primo era il compleanno di mia mamma e secondo c’erano come ospiti un amico che abita in Australia e sua figlia Emy di 10 anni. Emy e Sofia si sono capite subito e hanno giocato ore assieme. Quando siamo andati via E. aveva le lacrime agli occhi. E anche Sofia era dispiaciuta, solo che lei aveva tanto di quel sonno che alla fine le importava solo tornare a casa.
Solo ieri sera ho realizzato un nuovo quadretto, questa volta farina del mio sacchettino. Sembro o no figlia illeggittima di Van Gogh?? 

l'ho cercata sotto la scrivania e dentro i cassetti, sotto le scartoffie e dentro il frigo, persino sopra gli armadi e tra i vasi di fiori.
non c'è.
la mia voglia di fare è sparita. volatilizzata.
se la trovate avvertitemi.
mi sento scarica e svuotata.
in una parola: APATICA.
e con questo mi scuso dell'assenza e rimando a momenti migliori.
Sono giorni scanditi dai numeri delle vittime che cresce inesorabilmente giorno dopo giorno.
Ieri sera sono andata a letto con una piccolissima speranza che trovassero almeno un altro dei 4 studenti ancora in vita sotto le macerie e invece questa mattina apprendo che sono stati si trovati, ma non vivi.
16 sono i bambini morti.
Tantissimi i bambini sfollati.
Non riesco a smettere di pensarci.
Sofia ha avuto gli incubi per una notte intera perché ha trovato della cacca di cane sui giochi del parco, che incubi avranno quei bambini? Ma riusciranno a dormire?
E poi mi sale la rabbia quando si sentono parlare gli esperti che affermano che gli edifici non erano anti-sismici, edifici relativamente recenti che si sono sbriciolati come i biscotti.
Negli ultimi anni le procedure per costruire sono state snellite dalle così dette auto-certificazioni. Ma chi dice che è stato certificato il VERO e non il FALSO? Si obbietta che non si può controllare il controllore, che in altri stati (CanadA, USA) con una semplice autocertificazione si costruiscono grattaceli, la persona prende su di sé
Qui sta il problema. Qui sta il punto.
In Italia non vi la certezza della pena. Se una persona sbaglia non necessariamente viene punita con una pena adeguata. Magari si avvia un processo che andrà avanti per anni e che poi cadrà in prescrizione.
Spesso e volentieri non si sa neppure chi sono i responsabili. Non si trovano le carte, le persone si volatilizzano.
L’UNICA CERTEZZA CHE ABBIAMO IN ITALIA E’
Io mi ritengo fortunata perché non vivo in una zona propriamente sismica ma se lo fossi andrei a scuola di mia figlia e pretenderei di vedere il certificato che l’edificio è antisismico, e lo pretenderei da tutte le scuole che frequenterà negli anni futuri. Pretenderei di vedere il certificato anche per la casa in cui vivo. Insomma romperei un po’ i coglioni.
Forse se tutti facciamo capire che non siamo delle pedine ma persone allora anche quest’Italia si metterà al passo con il presente.