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"Bisogna avere ancora un caos dentro di sè per partorire una stella danzante." Così parlò Zarathustra, Prologo 5

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venerdì, 17 luglio 2009

la nascita di una passione

Quando N. e G. decisero di provare l’avventura Australia io avevo 6 anni. Ma di questo io non ho nessun ricordo.

 

Quello che invece ricordo bene è quando un paio d’anni più tardi sono ritornati con valigie piene di diapositive. E così venni a sapere che esisteva una terra dall’altro lato del globo, un continente giovane, bruciato dal sole, con tanta terra rossa che copriva macchine, indumenti e penetrava la pelle. Una terra dove c’è un posto in cui si vive in case scavate sotto terra e dove si possono vedere alle pareti le venature di opale. Una terra dove vivono gli aborigeni.

 

Quel continente, la sua storia e il mondo degli aborigeni è diventato il mio chiodo fisso.

 

Penso che una delle prime ricerche libere delle medie abbia avuto come argomento proprio gli aborigeni tanto che mi sono fatta inviare da N. delle schede didattiche usate nelle scuole australiane. Ho letto le schede, riassunto in italiano, ritagliato e incollato tutti i disegni e figure nei miei fogli A4 e ne è venuto fuori proprio un bell’approfondimento. Da quella volta ho colto ogni occasione per parlare di un argomento tanto distante da noi e tanto sconosciuto.

 

Per me l’Australia è legata indissolubilmente agli aborigeni e alla loro cultura, la più antica del mondo, fatta di canti e sogni, di utilizzo della parte del cervello che noi quasi non sappiamo più che esiste e magia. Una patrimonio orale prezioso che andrà inesorabilmente perduto.

 

A volte non c’è un perché un determinato argomento appassioni di più di un altro, è semplicemente così. Sia chiaro, non sono un’esperta, solo mi interessa e mi piace leggere libri o veder film che hanno come tema l’Australia.

E soprattutto mi indigna e fa incazzare che i bianchi, gli uomini civilizzati, non abbiano imparato nulla dalla Storia e nel 1900 si siano comportati nello stesso identico modo dei primi colonialisti in America. Stiamo parlando di una legge statale che ha permesso per anni il rapimento legale di bambini affinché una razza sparisse nel giro di qualche decennio. E questo è avvenuto fino a 30 anni fa (non 300 anni fa).

 

Quando qualche anno fa un’amica è andata in viaggio di nozze in OZ al ritorno le chiesi che ne pensava e lei mi ha risposto che gli aborigeni sono sporchi e ubriaconi e che a lei non importava di conoscere le loro storie. Per me fu un colpo.

 

Poi pensandoci arrivai alla conclusione che è un po’ come se io, andando in America, dovessi conoscere la storia e la cultura degli indiani d’America.

il che può anche non essere, non necessariamente.

 


postato da: smile1510 alle ore 12:24 | link | commenti (1)
categorie: considerazioni, dal mondo, culture, me stessa, australia
lunedì, 13 luglio 2009

AUSTRALIA - IL FILM

Sono riuscita a vederlo. Finalmente!

 

È un bel film, che scorre veloce e non risulta pesante nonostante le 3 ore di visione.

 

Considerarlo però un filmone alla stregua di Titanic mi sembra esagerato.

 

La trama segue il tipico clichè della donna viziata e snob che sbarca in Australia per andarsi e riprendere il marito e alla fine non solo si innamora di un mandriano (il marito intanto muore) ma addirittura riesce a portare una mandria fino a Darwin passando per il deserto del Never Never e decide di mettere radici in una terra all’inizio così ostile. Insomma fin qui niente di esaltante.

 

Quello che invece mi è piaciuto è che tutto il film è permeato di cultura aborigena attraverso i loro canti, le credenze e i riti sacri ma soprattutto mi ha colpito l’enfasi che il regista ha messo sul problema della “stolen generation” di cui avevo già parlato qui e qui.  

 

Il ragazzino aborigeno dagli occhi profondi quanto il mare e un sorriso disarmante, scappa ogni qualvolta vede arrivare lo sceriffo perché sa che verrebbe portato via. Per un po’ riesce a scampare il pericolo ma con l’avvento della guerra viene rinchiuso in una missione su un’isola da cui i ragazzini non possono scappare se non a nuoto e dove in teoria avrebbero dovuto far proprie mentalità e usanze europee, dimenticando le loro origini e la loro cultura millenaria.

 

Il film è ambientato nel 1944, quando Darwin venne bombardata dai giapponesi, ma questo lato oscuro della storia australiana si è concluso solo nel 2008, quando finalmente  il governo australiano ha porto le scusi ufficiali alla comunità aborigena. Insomma, meglio tardi che mai.

 

Solo per questo lo consiglio.


postato da: smile1510 alle ore 14:45 | link | commenti (2)
categorie: film, link, dal mondo, culture, recensioni ignoranti, australia
mercoledì, 24 maggio 2006

immergersi nell'immenso

Carmel Yukenbarri

Winpurpurla

 


postato da: smile1510 alle ore 09:58 | link | commenti (2)
categorie: viaggi, vita, arte, dal mondo, emozioni, culture, australia
mercoledì, 17 maggio 2006

Donne e bambini aborigeni a rischio

All'interno della comunità aborigena in Australia vengono
commessi sistematicamente abusi sessuali nei confronti di
donne e bambini. La denuncia arriva da Nanette Rogers,
pubblico ministero nello stato dei Northern territories,
che nel corso di un programma televisivo ha descritto molti
casi di violenza, in gran parte non denunciati. Le sue
rivelazioni potranno avere un impatto anche sulla futura
legislazione australiana riguardante l'autonomia delle
comunità aborigene.

17/05/2006

THE AUSTRALIAN, Australia
http://www.theaustralian.news.com.au


postato da: smile1510 alle ore 14:20 | link | commenti
categorie: politica, dal mondo, culture, australia
giovedì, 20 aprile 2006

inquietudini

Suppergiù in Aprile di 5 anni fa decisi che il lavoro che stavo svolgendo non faceva per me.

eppure lavoravo in una redazione, che era quello che sognavo dai tempi dell'università, avevo la possibilità di scrivere e soprattutto ero riuscita - non ancora almeno - a non accontentarmi di fare la classica "segretaria commerciale estero" - dove vanno a finire quasti tutti i laureati in lingue. 

ma c'era qualcosa che non andava, un meccanismo che continuava ad incepparsi negli ingranaggi e che non mi faceva affrontare quella mansione con la grinta e l'entusiamo dovuto. arrivavo al lavoro depressa, stanca, con un menefreghismo unico, la voglia di fare bene era sotto ai tacchi. quante volte mi sono detta " dai, sforzati, mettici un po' più impegno, vedrai che poi magari le cose cambiano"... e invece non sono cambiate, sono andate sempre peggio. ma ho preso una decisione, tenere duro per realizzare il sogno della mia vita.

A metà giugno mi sono licenziata, il 28 giugno è stato il mio ultimo giorno di lavoro e il 30 giugno sono salita sull'aereo con destinazione DownUnder.

Oggi mi ritrovo avvolta nella stessa insofferenza di quei giorni, riconosco le stesse sensazioni negative, la stessa voglia di cambiamento. questo lavoro mi sta diventando stretto, non ho le motivazioni che vorrei, non ricevo gli stimoli giusti, lavoro perchè devo, ma non mi gratifica per niente.

vabbè, direte, siamo tutti nella stessa barca, però però... la voglia di prendere e andare è forte. è tanta. è troppa...


mercoledì, 08 febbraio 2006

La mia Australia - Sally Morgan

 Intorno agli anni trenta in Australia gli aborigeni sopravissuti alla colonizzazione europea vennero raggruppati ai confini delle città e all’interno di riserve o missioni. Il Dipartimento per gli Affari Aborigeni inoltre presentò una proposta di legge che prevedeva l’assorbimento dei "mezzo sangue", anche se solo vi era il sospetto che il padre non fosse aborigeno, all’interno della comunità bianca. Tra il 1910 e il 1970 migliaia di bambini aborigeni furono sottratti alle loro famiglie d’origine dalla polizia o dagli assistenti sociali, per essere inseriti in istituti di accoglienza o a all’interno di famiglie adottive bianche.

Lo scopo di questa precisa politica di assimilazione del Governo statale era che gli aborigeni perdessero le loro radici e si abituassero gradualmente, facendolo proprio, allo stile di vita europeo, affinché la razza aborigena scomparisse nell’arco di due generazioni.

Molti di questi bambini, conosciuti come le "generazioni rubate" (stolen generations), non avevano neppure 5 anni; la maggior parte non ha mai saputo nulla delle sue vere origini, pochi le hanno scoperte solo molto tardi, quando ormai ogni parente o altro legame con il passato non era più rintracciabile.

L’impatto della separazione ha avuto profonde conseguenze, oltre che sui bambini – che crescendo soffrivano spesso di insicurezza, depressione, sfiducia, con conseguente abuso di alcool e droghe – anche sulla comunità aborigena generando sentimenti di rabbia, impotenza e profonda diffidenza nei confronti del Governo, della polizia e dei funzionari statali.

Il romanzo La mia Australia di Sally Morgan dà per la prima volta in Australia testimonianza alla voce aborigena, raccontando le vicende della sua famiglia e quella del suo popolo.

Sally, giovane donna moderna e realizzata, scopre per caso d’essere aborigena e non indiana come le è sempre stato fatto credere. Pian piano incomincia ad indagare e, nonostante le reticenze della madre e della nonna, restie a raccontare un passato che rappresenta una ferita profonda e dolorosa, riesce a ricostruire la saga della sua famiglia per tre generazioni. Attraverso la ricerca delle proprie radici e della sua identità negata Sally Morgan ci restituisce la versione "nera" della storia australiana, una storia fatta di soprusi, violenze, diritti negati e profonde ingiustizie verso il popolo aborigeno; un popolo dall’altissimo patrimonio spirituale, che ha un intimo, quasi soprannaturale rapporto con la natura, uomini e donne in grado di seguire le misteriose "Vie dei Canti" che hanno così affascinato Bruce Chatwin.

Libro rivoluzionario, tradotto in tutto il mondo, La mia Australia è considerato un classico della letteratura degli antipodi. Autobiografia collettiva, romanzo ricco di misteri e di segreti, documento storico e sociale.


"Ed è molto quello che i bianchi non capiscono. Vogliono che ci assimiliamo ai bianchi, ma noi non lo vogliamo. Quegli aborigeni nel deserto non vogliono mica vivere come i bianchi, e possedere questo e quello. Vogliono semplicemente vivere la loro vita in libertà, non hanno bisogno della legge dell'uomo bianco. Hanno la loro."

 


lunedì, 07 novembre 2005

BACK IN OZ (IN MY MIND)

Sentivo la necessità di fissare delle immagini, foto preziose che mi hanno fatto tornare indietro nel tempo e che mi hanno fatto rivivere emozioni e attimi che mai scorderò in vita mia.

il viaggio da sola, la sfida con me stessa, il superamento delle paure, il confronto con la cultura australiana, l'incontro con la natura incontaminata, le notti all'aperto sotto le stelle, le nuotate nei fiumi e sotto le cascate, il silenzio, le albe, i tramonti, la meraviglia di fronte alle pitture rupestri aborigene, le lacrime alla vista di Uluru.

ma il viaggio non finisce qui ... 


postato da: smile1510 alle ore 15:56 | link | commenti (6)
categorie: viaggi, vita, considerazioni, emozioni, me stessa, australia, percezioni

GIBB RIVER ROAD (KIMBERLY)

42

Bell Gorge

El Questro Gorge Kimberley

El Questro Gorge

Mitchell Falls

Gibb River Road


postato da: smile1510 alle ore 14:03 | link | commenti
categorie: natura, viaggi, emozioni, australia

THE RED CENTRE

Uluru

 

Kata Tjuta (The Olgas)

 


postato da: smile1510 alle ore 12:28 | link | commenti (1)
categorie: viaggi, vita, foto, emozioni, australia
mercoledì, 08 giugno 2005

necessità

di dire, scoprire, conoscere, progredire, non fermarsi, non accontentarsi, la continua ricerca di se' stessi e degli altri e del mondo e delle infinite possibilità che ogni giorno si presentano davanti ai nostri occhi.

era da un po' di mesi che non provavo questo desiderio di scoperta così forte, quasi viscerale...

in questi giorni sto scrivendo l'articolo per Percezioni sul tema delle "stolen generation", le generazioni rubate, i ovvero i bimbi aborigeni di sangue misto - solitamente il padre era bianco - sottratti alle famiglie d'origine per essere messi in istituiti o adottati da famiglie bianche. Bambini che poi non hanno mai saputo della loro vera origine o solo molto tardi, quando ormai possibili parenti o legami con il passato erano inrintracciabili... Il tutto rientrava nella specifica politica detta di Assimilazione del governo australiano per far sì che gli aborigeni e la loro cultura sparissero nel giro di 2 generazioni...

è una ferita tutt'ora aperta nella cultura australiana, pochi ne parlano e l'affrontano, il governo fa tutt'ora fatica a riconoscere in questa politica, finita solo nella 2 metà degli anni 70, la violazione dei diritti umani e ha chiesto pubblicamente scusa solo di recente ...

è un argomento così interessante e sconosciuto che sento veramente strette le poche righe di una pagina che ho a disposizione, conoscendomi potrei scriverci un'altra tesi di laurea... se avessi più tempo per frequentare biblioteche, sfogliare libri, ricercare in internet e mettermi al pc e scrivere scrivere e scrivere ... questo sarebbe il mio pane quotidiano ...

Riprendendo in mano il libro di Sally Morgan "La mia Australia" ho fatto un salto nel tempo, e mi sono ritrovata sulle rive dell'oceano indiano nella riserva aborigena a parlare con Lucy e le sue due figlie gemelle aborigene, alte slanciate, occhi brillanti, amanti della musica da discoteca (siamo rimasti sconcertati quella volta!!), e Lucy era così curiosa e nel suo inglese stentato ha chiesto a tutti i componenti del gruppo il luogo di provenienza, professione ecc. ecc. e noi stavamo volentieri a chiacchierare con lei, e rideva sempre anche se la sua bocca non era proprio un bel vedere - i dentisti passano poco da quelle parti... che bei momenti...

Oppure quando ho camminato per 12 km lungo il perimetro dell'Ayers Rock, in lingua locale ULURU, la montagna sacra degli aborigeni, perchè loro chiededono gentilmente di NON scalarla e puntualmente la maggioranza dei turisti se ne frega e non ha il minimo rispetto delle tradizioni... e qui si aprirebbe un'altra parentesi...