In vacanza ho fatto gran scorta di sapone di marsiglia.
di quello vero, originale, 100% biodegradabile.
Già.
il sapone di marsiglia nella sua formula tradizionale (olio al 72%) è così puro che può essere usato anche dalle persone allergiche e neonati.
ma lo sapevate che per ottenere il sapone gli ingredienti vengono "cucinati" a 120° per 10 giorni? io NO! questi piano piano si trasformano una pasta liquida che viene poi lavata e lasciata riposare per 2 giorni. la pasta viene poi rilavata e lasciata decantare in vasche rettangolari per farla asciugare.
il tutto viene poi tagliato in Pains del peso di 36 kg ciascuno, in barres da 2,5 kg e in cubes da 200, 400, 600 grammi.
Per sapere se il sapone è originale bisogna semplicemente prenderlo in mano e controllare che vi sia impressa la scritta Extra Pur 72% d'Huile.

L'olio può essere d'oliva (panetto verde), di copra o di palma (panetto panna). Il panetto lilla è profumato alla lavanda.
Inoltre, sempre per sincerarsi di comprare un prodotto originale, su un altro lato deve esserci scritto il nome del produttore, il peso netto espresso in grammi e ovviamente la dichiarazione secondo cui il sapone è il vero Savon De Marseille.

Introdotta a Marsiglia poco prima del 1400 l'arte saponaria ha preso piede molto lentamente e solo alla fine del 1600 il sapone era ufficialmente sul mercato con norme e regolamenti per la preparazione e l'etichettatura.
All'inizio del 1900 Marsiglia produceva circa 140.000 tonnellate di sapone.
Oggi i saponi chimici hanno fatto chiudere i battenti alla maggior parte dei saponifici e i pochi rimasti producono giusto per il mercato turistico.
Ma chissà che una rivoluzione ecologica non lo riporti in auge!!!
Chi si lava i capelli con questo sapone assicura che li lascia lucidi e sani.
Volete provare?
Quando N. e G. decisero di provare l’avventura Australia io avevo 6 anni. Ma di questo io non ho nessun ricordo.
Quello che invece ricordo bene è quando un paio d’anni più tardi sono ritornati con valigie piene di diapositive. E così venni a sapere che esisteva una terra dall’altro lato del globo, un continente giovane, bruciato dal sole, con tanta terra rossa che copriva macchine, indumenti e penetrava la pelle. Una terra dove c’è un posto in cui si vive in case scavate sotto terra e dove si possono vedere alle pareti le venature di opale. Una terra dove vivono gli aborigeni.
Quel continente, la sua storia e il mondo degli aborigeni è diventato il mio chiodo fisso.
Penso che una delle prime ricerche libere delle medie abbia avuto come argomento proprio gli aborigeni tanto che mi sono fatta inviare da N. delle schede didattiche usate nelle scuole australiane. Ho letto le schede, riassunto in italiano, ritagliato e incollato tutti i disegni e figure nei miei fogli A4 e ne è venuto fuori proprio un bell’approfondimento. Da quella volta ho colto ogni occasione per parlare di un argomento tanto distante da noi e tanto sconosciuto.
Per me l’Australia è legata indissolubilmente agli aborigeni e alla loro cultura, la più antica del mondo, fatta di canti e sogni, di utilizzo della parte del cervello che noi quasi non sappiamo più che esiste e magia. Una patrimonio orale prezioso che andrà inesorabilmente perduto.
A volte non c’è un perché un determinato argomento appassioni di più di un altro, è semplicemente così. Sia chiaro, non sono un’esperta, solo mi interessa e mi piace leggere libri o veder film che hanno come tema l’Australia.
E soprattutto mi indigna e fa incazzare che i bianchi, gli uomini civilizzati, non abbiano imparato nulla dalla Storia e nel 1900 si siano comportati nello stesso identico modo dei primi colonialisti in America. Stiamo parlando di una legge statale che ha permesso per anni il rapimento legale di bambini affinché una razza sparisse nel giro di qualche decennio. E questo è avvenuto fino a 30 anni fa (non 300 anni fa).
Quando qualche anno fa un’amica è andata in viaggio di nozze in OZ al ritorno le chiesi che ne pensava e lei mi ha risposto che gli aborigeni sono sporchi e ubriaconi e che a lei non importava di conoscere le loro storie. Per me fu un colpo.
Poi pensandoci arrivai alla conclusione che è un po’ come se io, andando in America, dovessi conoscere la storia e la cultura degli indiani d’America.
il che può anche non essere, non necessariamente.
Sono riuscita a vederlo. Finalmente!
È un bel film, che scorre veloce e non risulta pesante nonostante le 3 ore di visione.
Considerarlo però un filmone alla stregua di Titanic mi sembra esagerato.
La trama segue il tipico clichè della donna viziata e snob che sbarca in Australia per andarsi e riprendere il marito e alla fine non solo si innamora di un mandriano (il marito intanto muore) ma addirittura riesce a portare una mandria fino a Darwin passando per il deserto del Never Never e decide di mettere radici in una terra all’inizio così ostile. Insomma fin qui niente di esaltante.
Quello che invece mi è piaciuto è che tutto il film è permeato di cultura aborigena attraverso i loro canti, le credenze e i riti sacri ma soprattutto mi ha colpito l’enfasi che il regista ha messo sul problema della “stolen generation” di cui avevo già parlato qui e qui.
Il ragazzino aborigeno dagli occhi profondi quanto il mare e un sorriso disarmante, scappa ogni qualvolta vede arrivare lo sceriffo perché sa che verrebbe portato via. Per un po’ riesce a scampare il pericolo ma con l’avvento della guerra viene rinchiuso in una missione su un’isola da cui i ragazzini non possono scappare se non a nuoto e dove in teoria avrebbero dovuto far proprie mentalità e usanze europee, dimenticando le loro origini e la loro cultura millenaria.
Il film è ambientato nel 1944, quando Darwin venne bombardata dai giapponesi, ma questo lato oscuro della storia australiana si è concluso solo nel 2008, quando finalmente il governo australiano ha porto le scusi ufficiali alla comunità aborigena. Insomma, meglio tardi che mai.
Solo per questo lo consiglio.
ho scoperto questo blog:
http://vicinoelontano.blogspot.com
è bellissimo, meraviglioso, le immagini sono spettacolari. invito tutti a darci un'occhio.
per me che in Asia ci sono stata rievoca ricordi di viaggio, ma anche voglia di ritornarci, di riassaporare certe atmosfere.
è un viaggio stando fermi davanti al pc.
ma soprattutto è poesia. è l'unico termine che mi sembra appropriato.

Cara Terra,
come stai?
ti starai dicendo che noi umani ci ricordiamo di te una volta l'anno e per 364 giorni ti bistrattiamo. Hai ragione, e in quanto essere umano me ne vergogno.
Però devo dire che c'è un numero sempre più alto di persone che sta cominciando a vivere in modo più consapevole e che ci tiene a te trasmettendo ai propri figli l'amore e il rispetto per il nostro pianeta e questo forse dà una speranza che le generazioni future si comportino in modo diverso da come noi abbiamo fatto fin'ora.
Il fatto è che non è facile abbandonare abitudini radicate come possedere auto che consumano un botto, usare detersivi ad alto contenuto chimico ma che più bianco non ce n'è o il bello di buttare tutto assieme allegramente nel stesso bidone della spazzatura. per non parlare di cose più grandi di me come voler far passare il nucleare come l'unica strada percorribile in alternativa al petrolio o i pochi controlli che si fanno alle industrie che versano milioni di sostanze chimiche nei mari e nei fiumi. mi fermo qui.
Cara Terra, l'unica cosa che ti chiedo è di tener duro. spero arrivi presto il momento in cui il tuo benessere diventi l'obiettivo di tutti e non di una minoranza.
Con tanto affetto
Smile
COPIO E INCOLLO DA REPUBBLICA DI OGGI
Secondo il Wall Street Journal hanno superato categorie come pompieri e baristi
Su 2 milioni, 1,7 ne ricavano reddito e per oltre 400.000 è il primo lavoro
Arianna Huffington, tra i più famosi blogger americani
(21 aprile 2009)
VABBE', E IN ITALIA??? A QUANDO?
Sono giorni scanditi dai numeri delle vittime che cresce inesorabilmente giorno dopo giorno.
Ieri sera sono andata a letto con una piccolissima speranza che trovassero almeno un altro dei 4 studenti ancora in vita sotto le macerie e invece questa mattina apprendo che sono stati si trovati, ma non vivi.
16 sono i bambini morti.
Tantissimi i bambini sfollati.
Non riesco a smettere di pensarci.
Sofia ha avuto gli incubi per una notte intera perché ha trovato della cacca di cane sui giochi del parco, che incubi avranno quei bambini? Ma riusciranno a dormire?
E poi mi sale la rabbia quando si sentono parlare gli esperti che affermano che gli edifici non erano anti-sismici, edifici relativamente recenti che si sono sbriciolati come i biscotti.
Negli ultimi anni le procedure per costruire sono state snellite dalle così dette auto-certificazioni. Ma chi dice che è stato certificato il VERO e non il FALSO? Si obbietta che non si può controllare il controllore, che in altri stati (CanadA, USA) con una semplice autocertificazione si costruiscono grattaceli, la persona prende su di sé
Qui sta il problema. Qui sta il punto.
In Italia non vi la certezza della pena. Se una persona sbaglia non necessariamente viene punita con una pena adeguata. Magari si avvia un processo che andrà avanti per anni e che poi cadrà in prescrizione.
Spesso e volentieri non si sa neppure chi sono i responsabili. Non si trovano le carte, le persone si volatilizzano.
L’UNICA CERTEZZA CHE ABBIAMO IN ITALIA E’
Io mi ritengo fortunata perché non vivo in una zona propriamente sismica ma se lo fossi andrei a scuola di mia figlia e pretenderei di vedere il certificato che l’edificio è antisismico, e lo pretenderei da tutte le scuole che frequenterà negli anni futuri. Pretenderei di vedere il certificato anche per la casa in cui vivo. Insomma romperei un po’ i coglioni.
Forse se tutti facciamo capire che non siamo delle pedine ma persone allora anche quest’Italia si metterà al passo con il presente.
Dove ci sono solo brividi non ci sono parole.
Dove c'è morte non ci sono parole.
Dove c'è la morte di bambini ci sono solo lacrime e disperazione.
Oggi non riesco a sorridere. quando apro Repubblica online mi si paralizzano gli arti.
Oggi c'è tanta tristezza nel mio cuore.
Alzi la mano chi ha mai mandato un sms per votare qualsiasi cosa (GF, AMICI, Fattoria, X Factor e cose del genere).
Io non ho mai votato. Primo perché i soldi non mi va di buttarli via così, secondo perché ho sempre pensato che il mio voto non avrebbe cambiato il risultato finale (sono fermamente convinta che le votazioni siano truccate).
Questa mattina ho sentito la pubblicità che in vita mia MAI avrei immaginato di sentire: quella di Famiglia Cristiana. Distrattamente, alla guida e in super ritardo, ascolto la descrizione delle sue nuove uscite sui Vangeli ed ad un certo punto sento: VOTATE CHI è IL PERSONAGGIO Più SIMPATICO DEI VANGELI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Capisco che
Su, forza, COSA ASPETTATE A VOTAREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!?!?!?
Potete farlo qui!
tremonti-bond, sciopero vituale, nucleare
mi sono distratta un attimo e non ci capisco più niente...
uffa.
Che poi se un Paese anni fa ha votato NO in un referendum è democratico decidere ora per il contrario?
Io sono ignorante ma se qualcuno ti dice NO per una cosa, prima di farla gli richiedi se magari dopo un po’ ha cambiato idea, se è diventato favorevole, no?!? Almeno così si fa tra adulti, per i bambini è un’altra cosa, dici NO e la cosa la fanno ugualmente.
Ma noi al governo chi abbiamo? Un adulto o un bambino?
E perché i sondaggi ora sembrano tutti a favore del nucleare? Che strano…
Perché prima di decidere non è stato fatto un altro referendum?
Perché non valutare anche le energie alternative, vedi il solare o l’eolico?